Ires: che cos’è, quando si paga e come ottimizzarla

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Delia Rossi
Dottore Commercialista
Indice dell'articolo

Navigare nel complesso panorama fiscale italiano può essere una vera sfida per le imprese. Si tratta di una vera e propria giungla caratterizzata da una moltitudine di imposte, regolamenti e adempimenti burocratici, richiede un’attenzione costante e una conoscenza approfondita delle normative vigenti.

Le aziende devono affrontare non solo le imposte dirette come l’IRES, ma anche una serie di altre tasse e contributi come Irap e Iva, che possono variare significativamente a seconda della tipologia di attività e della struttura societaria.

In questo contesto, una gestione fiscale strategica e accurata diventa fondamentale per garantire la sostenibilità e il successo economico delle imprese.

Che cos’è l’IRES

L’IRES (Imposta sul Reddito delle Società) è un’imposta applicata al reddito delle società di capitali e degli enti commerciali. Introdotta in Italia nel 2004, l’IRES sostituisce la precedente IRPEG (Imposta sul Reddito delle Persone Giuridiche).

Si tratta di un’imposta non progressiva e di conseguenza ogni reddito prodotto è tassato in funzione della stessa aliquota, indipendentemente dal suo ammontare.

Chi deve versare l’IRES

L’IRES deve essere versata dai soggetti di cui all’art. 73 comma del TUIR, ovvero dalle società e dagli enti commerciali residenti nel territorio dello Stato italiano. In particolare, sono soggetti all’IRES:

  1. Le società di capitali (S.p.A., S.r.l. e S.r.l.s.);
  2. Le società cooperative e di mutua assicurazione;
  3. Gli enti pubblici e privati diversi dalle società, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
  4. Le società ed enti non residenti in Italia, per i redditi prodotti nel territorio dello Stato.

Chi è esente dall’IRES

Non tutti gli enti sono soggetti all’IRES. Sono esenti dall’imposta:

  1. Gli enti pubblici non economici
  2. Le organizzazioni di volontariato
  3. Le ONLUS (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale)
  4. Gli enti ecclesiastici per le attività di culto
  5. Le associazioni sportive dilettantistiche, a condizione che rispettino determinati requisiti.

Aliquota

L’aliquota ordinaria dell’IRES è del 24%, ma possono esserci variazioni in base alla tipologia di ente e alla natura dei redditi.

Ad esempio, le società di gestione dei fondi comuni di investimento possono beneficiare di aliquote ridotte. Inoltre, alcune agevolazioni fiscali possono influenzare l’aliquota effettiva pagata dalle aziende.

Come si calcola la base imponibile IRES

La base imponibile dell’IRES si calcola a partire dal reddito complessivo netto, derivante dall’esercizio dell’attività commerciale. Ecco i passaggi principali per determinare la base imponibile:

  1. Determinazione del reddito d’impresa: si parte dal risultato economico dell’azienda, rilevato dal bilancio d’esercizio;
  2. Rettifiche fiscali: si apportano variazioni in aumento e in diminuzione previste dalla normativa fiscale (ad esempio, costi non deducibili, ammortamenti, accantonamenti);
  3. Altre Rettifiche: si applicano eventuali deduzioni previste dalla normativa (ad esempio perdite fiscali pregresse).

Il risultato ottenuto rappresenta la base imponibile su cui applicare l’aliquota IRES del 24%.

Come si versa l’IRES

Il versamento dell’IRES avviene in via telematica attraverso il modello F24, secondo le scadenze stabilite dalla normativa. Generalmente, l’IRES viene versata in due acconti e un saldo:

  1. Primo acconto: da versare entro il 30 giugno dell’anno di riferimento, pari al 40% dell’importo dovuto per l’anno precedente (o 50% per i soggetti ISA);
  2. Secondo acconto: da versare entro il 30 novembre, pari al 60% dell’importo dovuto per l’anno precedente (o 50% per i soggetti ISA);
  3. Saldo: da versare entro il 30 giugno dell’anno successivo, sulla base del reddito effettivo realizzato.

Esempio: il 30 giugno 2025 sarà in scadenza il saldo 2024 e il primo acconto 2025 mentre il 30 novembre 2025 il secondo acconto 2025.

È possibile utilizzare crediti d’imposta, ritenute e acconti versati per compensare l’IRES dovuta.

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Come ottimizzare l’IRES per la tua azienda

Ottimizzare l’IRES può portare a significativi risparmi fiscali per la tua azienda. Ecco alcuni consigli pratici:

  1. Pianificazione fiscale: prevedere accuratamente i flussi di reddito e le spese per massimizzare le deduzioni fiscali.
  2. Utilizzo di agevolazioni fiscali: sfruttare tutte le agevolazioni fiscali disponibili, come il credito d’imposta per ricerca e sviluppo o le agevolazioni per gli investimenti in beni strumentali.
  3. Gestione delle perdite fiscali: utilizzare le perdite fiscali pregresse per ridurre la base imponibile.
  4. Ottimizzazione dei costi: analizzare i costi aziendali per identificare quelli non deducibili e ridurre al minimo gli oneri fiscali.

Conclusioni

L’IRES è un’imposta fondamentale per le società e gli enti commerciali operanti in Italia. Comprendere chi deve versarla, le esenzioni, le aliquote applicate, come calcolare la base imponibile e come effettuare il versamento è essenziale per una corretta gestione fiscale.

Ottimizzare l’IRES attraverso una pianificazione fiscale accurata e l’utilizzo delle agevolazioni disponibili può portare a significativi vantaggi economici per la tua azienda.

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