Fatturato minimo per una SRL: esiste davvero? (e quando conviene aprirla)

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Delia Rossi
Dottore Commercialista
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Tra le domande che ci sentiamo rivolgere più spesso da imprenditori e professionisti, una torna costantemente: “Qual è il fatturato minimo per aprire una SRL?”.

Dietro questo dubbio si cela quasi sempre un’esigenza più concreta: “A partire da quale livello di fatturato o guadagno la struttura di una SRL diventa davvero conveniente per la mia attività?”.

Si tratta di due quesiti distinti. In questa guida facciamo chiarezza sugli aspetti normativi, operativi e di convenienza economica da considerare prima di costituire una società a responsabilità limitata.

Esiste un fatturato minimo per aprire una SRL? La risposta normativa

Partiamo dal dato normativo secco: la legge italiana non prevede alcun fatturato minimo per costituire o mantenere in vita una SRL.

È possibile aprire una SRL ed operare anche con ricavi pari a zero nella fase iniziale di avvio (startup). Non esistono soglie minime di fatturato da garantire annualmente per evitare lo scioglimento o sanzioni, salvo il rispetto delle norme generali sul patrimonio netto e la prevenzione della crisi d’impresa.

Il vero requisito d’accesso previsto dal Codice Civile riguarda il capitale sociale iniziale, ed è da questo parametro che nasce spesso la confusione con il fatturato.

Differenza tra Capitale Sociale, Fatturato e Utile

Per valutare correttamente la convenienza di una struttura societaria, occorre distinguere chiaramente tre concetti economico-aziendali:

1. Il Capitale Sociale

È la dotazione iniziale di risorse conferita dai soci alla società alla sua nascita.

  • SRL Ordinaria: Il capitale sociale minimo è di 10.000 euro. In presenza di più soci, alla sottoscrizione è sufficiente versare in denaro almeno il 25% (2.500 euro), fermo restando l’impegno a versare il residuo su richiesta degli amministratori. Se la SRL è Unipersonale (unico socio), il capitale va versato interamente al momento dell’atto costitutivo. È inoltre possibile costituire una SRL ordinaria con capitale inferiore a 10.000 € (con un minimo di 1 €), purché il versamento avvenga interamente in denaro.
  • SRL Semplificata (SRLS): Permette di partire con un capitale compreso tra 1 euro e 9.999 euro, interamente versato in denaro. Ai sensi dell’art. 2463, comma 5 c.c., sia per le SRLS sia per le SRL ordinarie con capitale inferiore a 10.000 €, vige l’obbligo di accantonare a riserva legale almeno il 5% degli utili netti di esercizio ad ogni approvazione di bilancio, finché la riserva unitamente al capitale non raggiunga i 10.000 euro.

Nota operativa: Costituire una SRL con un capitale puramente simbolico (es. 100 euro) garantisce benefici iniziali ridotti rispetto alla credibilità finanziaria e commerciale verso banche e fornitori. Un capitale sociale commisurato al piano di investimenti rappresenta un segnale di solidità finanziaria verso i terzi.

2. Il Fatturato (Volume d’Affari)

Rappresenta la somma complessiva dei ricavi operativi generati dall’azienda nell’anno. Il fatturato in sé non esprime la redditività reale dell’impresa: una società può fatturare cifre elevate ma chiudere in perdita a causa di costi operativi elevati.

3. L’Utile Netto

È il risultato economico dato dalla differenza tra i ricavi ed i costi di gestione (acquisti, servizi, personale, ammortamenti, imposte). È sul volume dell’utile che si calcola la reale convenienza fiscale e gestionale della SRL, non sul semplice fatturato grezzo.

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A quanto deve arrivare l’utile per renderti conveniente la SRL?

La soglia di convenienza non è una cifra fissa universale, ma varia in base alle caratteristiche specifiche dell’attività:

  1. Marginalità del settore: Un’attività di servizi professionali a marginalità elevata raggiunge la convenienza prima rispetto a un’attività commerciale ad alti volumi ma con margini ridotti.
  2. Costi fissi della struttura societaria: L’utile deve assorbire agevolmente i costi generali di gestione della SRL.
  3. Esigenze di protezione patrimoniale: La separazione del patrimonio personale da quello aziendale attraverso la responsabilità limitata rappresenta un valore tutelare indipendente dall’aspetto puramente fiscale.
  4. Pianificazione dei prelievi dei soci: La modalità con cui gli utili vengono redistribuiti ai soci o reinvestiti nella società.

I costi di gestione di una SRL da considerare

Rispetto ad una ditta individuale o a una società di persone, la gestione di una SRL richiede una contabilità ordinaria ed adempimenti societari più strutturati. Tra i costi ricorrenti principali figurano:

  • Spese di costituzione: Atto notarile (non dovuto solo per gli atti standard di SRLS) e imposte di registro/diritti camerali iniziali.
  • Diritti camerali e Tassa vidimazione libri sociali: Spese annuali dovute alla Camera di Commercio ed all’Agenzia delle Entrate.
  • Tenuta contabilità ordinaria e deposito Bilancio di Esercizio: Gestione contabile continuativa e predisposizione del bilancio d’esercizio da depositare al Registro delle Imprese.
  • Contributi INPS dei soci e amministratori:
    • I soci che prestano attività lavorativa abituale nell’azienda sono tenuti all’iscrizione ed al versamento dei contributi presso la Gestione INPS Commercianti o Artigiani (con una quota fissa minimale annua).
    • Gli amministratori che percepiscono un compenso per l’incarico sono soggetti alla contribuzione Gestione Separata INPS.

Confronto: SRL, Ditta Individuale e Regime Forfettario

Per determinare se la SRL sia la soluzione adeguata, occorre confrontarla con le alternative disponibili:

  • Regime Forfettario: Rappresenta la soluzione fiscalmente più vantaggiosa per le persone fisiche con ricavi/compensi fino all’attuale soglia limite di 85.000 euro annui. Prevede un’imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni). Tuttavia, non consente di dedurre i costi analitici, non permette di avere soci di capitale ed espone il titolare a responsabilità illimitata con il proprio patrimonio personale.
  • Ditta Individuale / Società di Persone in Regime Ordinario: Consente la deduzione analitica dei costi ma assoggetta il reddito all’IRPEF progressiva a scaglioni (con aliquote che crescono rapidamente all’aumentare dell’utile) e non garantisce la schermatura del patrimonio personale.
  • SRL (Società a Responsabilità Limitata): Diventa la scelta ideale quando l’utile supera la soglia di convenienza del forfettario, quando sono presenti più soci, quando occorre limitare il rischio d’impresa al solo capitale conferito o quando si intende reinvestire gli utili in azienda beneficiando dell’aliquota IRES fissa.

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Tassazione della SRL: IRES, IRAP e Tassazione dei Dividendi

La SRL è soggetta ad una tassazione propria sul reddito societario ed ad una eventuale tassazione in capo ai soci in fase di distribuzione dei dividendi:

  1. IRES (Imposta sul Reddito delle Società): Si applica con aliquota ordinaria fissa del 24% sull’utile netto imponibile della società.
  2. IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive): Si applica sul Valore della Produzione Netta con aliquota ordinaria regionale (in Emilia-Romagna pari al 3,9%).
  3. Tassazione dei Dividendi ai Soci Persone Fisiche: Quando la società delibera la distribuzione degli utili ai soci persone fisiche non imprenditori, la quota distribuita è soggetta ad una ritenuta a titolo d’imposta del 26%.

Pianificazione Fiscale: L’adozione di corrette politiche di remunerazione dell’organo amministrativo (compenso amministratore, TFM) e l’utilizzo di strumenti contrattuali ed aziendali consentono di ottimizzare l’impatto fiscale complessivo nel pieno rispetto della normativa vigente.

Segnali operativi che indicano la convenienza di passare a una SRL

La scelta di trasformare la propria attività o costituire una SRL si raccomanda in presenza di specifici fattori:

  • Superamento stabile dei requisiti per il regime forfettario (ricavi oltre 85.000 €).
  • Presenza di rischi operativi, contrattuali o finanziari che richiedono la limitazione della responsabilità al patrimonio sociale.
  • Progetto imprenditoriale con più soci e necessità di regolamentare con precisione diritti e quote.
  • Volontà di reinvestire gli utili per sostenere la crescita aziendale mantenendo la tassazione ad aliquota IRES fissa.
  • Rapporti con clienti strutturati o istituti di credito che richiedono una trasparenza di bilancio tipica delle società di capitali.

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Domande frequenti (FAQ)

Qual è il fatturato minimo per aprire una SRL?

Non esiste alcun fatturato minimo previsto dalla legge per costituire o mantenere in vita una SRL. La legge richiede il rispetto dei requisiti di capitale sociale, ma non fissa limiti sui ricavi minimi da generare.

Qual è il capitale sociale minimo per una SRL?

Il capitale sociale minimo per una SRL Ordinaria è di 10.000 euro (di cui almeno il 25% da versare alla costituzione per le società pluri-personali). Per la SRL Semplificata (SRLS) o per SRL ordinaria a capitale ridotto, è possibile partire da 1 euro fino a 9.999 euro interamente versati.

Una SRL conviene di più rispetto al Regime Forfettario?

Il Regime Forfettario è generalmente più conveniente per attività individuali con ricavi entro gli 85.000 euro. La SRL diventa più conveniente ed opportuna al superamento di tale soglia, in presenza di elevati costi operativi deducibili, per separare i patrimoni o in caso di attività svolta con più soci.

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